ATMOSFERA

 

“L’apparizione dell’ecologia è un avvenimento senza precedenti nel rapporto storico dell’uomo con la natura. Ciò che la comparsa dell’ecologia cambia nel rapporto uomo/natura è legato, oltre a una “visione sistemica, dunque globalizzante del vivente”, alla percezione di una finitezza: la vita non si spinge oltre i limiti della biosfera. “Terribile rivelazione: la terra come territorio riservato alla vita è spazio chiuso. E’ un giardino. Non appena enunciata, questa constatazione rinvia ogni umano, passeggero della Terra, alle proprie responsabilità. Eccolo diventato giardiniere”

 

Gilles Clement

 

ATMOSFERA è una metafora della vita organica sulla Terra, effimero strato vivente che ci protegge dall’ignoto.

L’idea del progetto è quella di trasformare il chiostro in un ecosistema. L’ecosistema del pianeta, in cui le specie viventi si incontrano e coesistono, nutrendosi delle risorse primarie, terra, acqua e aria. I confini che la separano dal resto sono sottili, effimeri, ma sufficienti ad opporre una robusta protezione che salvaguardi la vita al suo interno.

 

ATMOSFERA è un elemento dal forte impatto visivo, capace di trasformare lo spazio con la sua sola presenza: una sfera trasparente, che sembra calarsi leggera all’interno della corte, quasi come fosse un pianeta sconosciuto, creando improvvisamente uno spazio di socialità e nuova vitalità. 

La parte inferiore sembra sprofondare al di sotto del terreno per qualche metro, accogliendo al suo interno la porzione centrale del giardino della corte. Due strati la compongono, uno esterno e uno più interno, formando così un’intercapedine che ospita i tiranti strutturali.

Quattro grandi portali di circa 6 metri x 2 permettono l’ingresso al suo interno dagli accessi esistenti presenti nel porticato. Un’ulteriore apertura è stata collocata in posizione zenitale ed è possibile chiuderla a seconda delle occasioni e delle condizioni atmosferiche. 

 

ATMOSFERA è in PVC, sarà trasportata sgonfia e inserita nella corte tramite una gru direttamente dall’alto, o se fosse possibile, fatta passare attraverso gli accessi del museo. Una volta posata a terra l’intercapedine verrà gonfiata con aria fino ad assumere la forma definitiva. La base sarà agganciata a terra tramite ancoraggi di acciaio. Una volta gonfiato il volume sarà autoportante e non vi sarà bisogno di insufflazione continua di aria.

 

ATMOSFERA sarà aperto e chiuso, di raccolta e di incontro, capace di accogliere una ricca quantità di specie vegetali diverse e nel quale poter svolgere le più svariate attività culturali. 

 

ATMOSFERA ottimale per la musica, con buone prestazioni acustiche grazie alle curvature e al materiale morbido della superficie.

 

ATMOSFERA flessibile per l’arte, in cui lo spazio può essere modificato e interpretato liberamente per qualsiasi tipo di installazione, prevedendone l’utilizzo sia durante le ore diurne che notturne. 

 

ATMOSFERA è un elemento capace di assorbire la luce dall’esterno e proiettarne le riflessioni all’interno, colorandosi delle sfumature del cielo.

 

ATMOSFERA imprime luci e colori alle facciate e al porticato del chiostro tramite un’illuminazione artificiale a Led, determinando interessanti giochi cromatici.  

    

ATMOSFERA conserva il proprio carattere autonomo, non vi è una rigida dipendenza tra vecchio e nuovo. E’ un elemento che può essere aggiunto e rimosso consentendo piena flessibilità di fruizione degli spazi, ponendosi rispettoso nei confronti del contesto storico. Del complesso storico nulla verrà  compromesso 

 

ATMOSFERA mantiene i percorsi esistenti nella loro posizione attuale, conservando la schema a croce imperniato sullo spazio centrale che ospita il pozzo. La pavimentazione è stata rialzata al livello dei quattro accessi del porticato in modo da eliminare il gradino e facilitare l’accesso. Alla stessa quota sarà il livello del terreno circostante destinato a prato, e il volume interno accoglierà la vegetazione. In alternativa ai percorsi, l’area entro il perimetro della sfera potrà essere ricoperta d’erba per intero.

All’esterno, ai quattro angoli della corte, è prevista la sostituzione del manto erboso con vasche poco profonde, che accoglieranno l’ acqua piovana che scorre lungo le pareti ricurve della sfera. L’acqua diventa così un elemento generatore, da cui tutto sorge, e su cui tutto si specchia.

Si determina così il ciclo biologico naturale, in cui i riflessi del cielo sulla superficie sferica, e delle facciate del complesso storico sull’acqua, contribuiscono a creare un’atmosfera incerta, sospesa tra acqua, terra e aria, in cui gli elementi naturali convivono armoniosamente e, anzi, sembrano esistere l’uno come conseguenza dell’altro in un processo ciclico. 

 

ATMOSFERA è verde. Delimita i suoi confini e si comporta come la biosfera terrestre, che dà vita a ciò che sta al suo interno. Un giardino come “spazio racchiuso”.

Le piante non dovranno però essere comprese come oggetti finiti, isolati dal contesto entro il quale esistono. Il volume in cui si inseriscono costituisce il loro habitat, animato da una corrente biologica che consente una crescita naturale delle vegetazione, assegnando una maggiore importanza al processo di trasformazione del giardino rispetto al suo stato concluso e preordinato. Le regole della natura saranno le uniche a cui dovrà sottostare il giardino, che sarà in perenne movimento e sarà capace di autoalimentarsi. 

Importante sarà garantire la biodiversità, la commistione tra diverse specie, non in senso meramente quantitativo ma tenendo conto delle singole individualità. Dovrà essere un luogo di passaggio e di incontro, meta conclusiva di un percorso, di un viaggio, alla fine del quale si mescolano le culture e le esperienze, in cui il movimento sarà il motore che porterà nuove ricchezze.